La pittura è una professione da cieco: uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente, ciò che dice a se stesso riguardo a ciò che ha visto. Pablo Picasso

Civitafestival

Del divenire

opere di Francesco Lupo

La personalità artistica di Francesco Lupo, ostinatamente vincolata alla materia, nel corso della sua lunga storia si è sempre confrontata con tutti i movimenti artistici che hanno animato le arti a partire dalle avanguardie del secondo novecento.
Un dialogo apparentemente distaccato che ha rivelato invece una profonda conoscenza e una permeabile capacità di confronto con tutto ciò che “dalle arti” veniva posto al centro dell’attenzione. Un continuo rinnovarsi che passa attraverso lo scardinamento delle regole e delle esperienze, a partire dal realismo ottocentesco, ovvero da quella “necessità” di raccontare e raccontarsi ispirandosi al mondo reale, per destrutturare il mondo e la visione del corpo, sostituendo il vedere al sentire. Un percorso di crescita che passa attraverso Viani e Bacon e approda a Chia e al Burri espressionista. Una tenace ricerca del mutamento che non disorienta e tuttavia stupisce per la capacità con cui Lupo è e rimane sempre se stesso dentro la pervasività delle trasformazioni.
Fondamentale, per la sua fase matura, è stato l’incontro con gli scritti e le teorie di Mario Costa. La fotografia, quella scrittura della luce e con la luce, diventa il centro delle sue ossessioni creative. Negli ultimi quindici anni di attività Lupo affronta la foto-grafia e il modo in cui, questa illusione, è in grado di rimettere in discussione il “gioco” dell’invenzione. Di Costa Lupo cita: “L’interesse fondamentale per le tecnologie dei procedimenti fotografici che ha caratterizzato i momenti forti della storia del nuovo medium, è venuto meno, per lungo tempo, a tutto vantaggio di un iconismo aneddotico che, ormai, non fornisce più alcuna sollecitazione per la ricerca”. Questa affermazione di Mario Costa, tratta da “La fotografia senza soggetto”, non ha solo animato il dibattito internazionale sul senso e sulla funzione della foto-grafia e sui nuovi media, ma ha anche implementato il confronto con i più significativi scritti del filosofo come “Il sublime tecnologico” e “L’estetica dei media”. Mario Costa propone il cambiamento epocale, in senso antropologico, determinato dall’avvento dei nuovi media e delle neo-tecnologie, azzerando di fatto l’estetica moderna per ri-costruire prospettive di superamento del concetto stesso di arte. Lupo fa sua la lezione di Costa e la modifica assestandola sulle sue necessità, rimanendo dentro i confini dell’arte. Le sollecitazioni di Costa conducono Lupo verso la poetica Del divenire inteso come “mutamento, movimento, scorrere senza fine della realtà, perenne nascere e morire delle cose”.
In questa mostra vengono presentate 5 serie compositive, ognuna formata da 5 opere, che vanno dal Foto-Collage alla manipolazione digitale, in cui Lupo affronta, con versatile intuizione, le sollecitazioni provenienti dal media foto-grafico. Il corpo e il volto sono sempre il “soggetto” dei non-ritratti. Si tratta di indagare come e quanto il corpo si trasformi subendo la pervasività del media. Un divenire costante in cui dietro l’apparente perdita di senso si conferma, invece, la centralità del corpo e della sua funzione.

Fabio Galadini

Civitafestival

“La mia attività di artista si e’ sviluppata ininterrottamente sin dagli anni settanta fino ad oggi. ho frequentato l’istituto d’arte insegnando negli anni arte nelle scuola pubblica. Ho allestito nei vari anni diverse mostre personali, partecipando anche a collettive ricevendo anche premi. Le mie opere si trovano esposte in collezioni private e pubbliche. I mie progetti futuri prevedono di ampliare la visibilità della mie opere oltre i confini nazionali” 

Francesco Lupo

Civitafestival

Del Divenire
opere di Francesco Lupo

Civita Castellana
24 agosto – 5 settembre 2021
ArtCeram – Ex Chiesa Cappuccini, via Monsignore F. Tenderini, 5

Tutti i giorni escluso il lunedì
h. 17:15 – 19:15
INGRESSO LIBERO