L’uomo dal fiore in bocca

TEATRO • Giovedì 3 settembre Chiostro di San Francesco ore 21:00

A 90 anni dalla scomparsa di Luigi Pirandello  – ‘L’uomo dal fiore in bocca’  PRIMA NAZIONALE. Di Luigi Pirandello, con Fabio Galadini e Luigi Saravo, regia di Luigi Saravo. Produzione La Fabbrica dell’attore – Teatro Vascello con il sostegno del Ministero della Cultura.

L’uomo dal fiore in bocca nasce dall’incontro tra il testo di Luigi Pirandello e una ricerca scenica sul corpo, sulla memoria e sulla percezione della malattia. Lo spettacolo conserva integralmente il nucleo drammaturgico del testo, ma lo colloca all’interno di un dispositivo scenico, una teca che accoglie l’attore, su cui appaiono via via immagini del vissuto e della condizione biologica e mentale del protagonista. L’espressionismo, il cinema espressionista che si sviluppa in Germania in anni analoghi a quelli della stesura del testo pirandelliano, insieme ad immagini di repertorio in super 8 e mini dv, e allo studio anatomico del corpo del protagonista sono il linguaggio capace di rendere visibile la deformazione dello sguardo e il modo in cui la malattia modifica la percezione del mondo del protagonista. Lo spettacolo alterna, così, differenti regimi di presenza ospitando diversi modelli di riferimento i cui argini sono, in apertura e in chiusura, le testimonianze di persone affette da malattie terminali. Le loro parole costituiscono una comunità di voci che accompagna il testo di Pirandello e lo restituisce al nostro tempo, mostrando come l’esperienza della fine continui a produrre gli stessi interrogativi, pur attraversando linguaggi differenti. In questo Uomo dal fiore in bocca le immagini e le parole, così come i suoni, emergono, si sovrappongono, svaniscono attorno al suo corpo, attorno a questo reperto di vita, dove tutto concorre alla costruzione di una condizione di ascolto nella quale il tempo tende progressivamente a rallentare. L’obiettivo dello spettacolo non vuole essere una rappresentazione della morte, ma una lente con cui rendere percepibile ciò che accade alla vita quando la coscienza della propria fine diventa una presenza quotidiana, ciò che accade alla vita quando incontra l’orizzonte ultimo a cui è destinata.

Fabio Galadini allievo di Alessandro Fersen allo Studio di Arti Sceniche di Roma. Si perfeziona  a Firenze con  Anatolij Vasiliev . Successivamente  studia Regia con Piero Lombardi all’Accademia nazionale di Cinematografia di Bologna. Nel 1987 entra nel Gruppo Teatro Ateneo diretto da Ferruccio Marotti. Ha al suo attivo oltre 30 spettacoli andati in scena. Fra i più significatici: Tito Andronico di W. Schakespeare per la regia di Peter Stain, Mahabharata per la regia di Peter Brook, Tamerlano  di Marlowe per la regia di Carlo Quartucci. Con lo Stabile di Bolzano “Trilogia Pirandelliana” per la regia di G. Patroni Griffi, La Cantatrice Calva di Ionesco per la regia di Giancarlo Fares. Si dedica alla regia di Opere Liriche e del Teatro musicale del ‘900, far cui si ricordano Nabucco a  al Teatro romano di Ostia Antica, Traviata a Bellinzona – Svizzera e Il Barbiere di Siviglia a Trapani. Sue sono le regie de L’Opera da tre soldi Brecht/Weill e Pierrot Lunaire di Schoenberg alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Interpreta e dirige: Misura per Misura di Schakespeare, Il Ventaglio di Goldoni, L’Ispettore Generale di Cogol, Il prigioniero della seconda strada di Simon.  Debutta al Vascello con Delirio a due di Ionesco di cui firma anche la regia. Interpreta e dirige Radiodrammi di Durrenmatt, La lezione di Ionesco con 150 repliche. Nel 2026 per le celebrazioni pirandelliane debutterà in prima nazionale al Civitafestival con L’uomo dal fiore in bocca per la regia di Luigi Saravo. I suoi spettacoli sono stati prodotti da Mauri/Sturno e dalla Fabbrica dell’attore . E direttore scientifico della Fondazione Alessandro Fersen. Insegna alla Magistrale DAMS dell’Università degli studi LINK. E’ direttore artistico del Roma Fringe Festival.

Luigi Saravo è regista, drammaturgo e autore. Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, ha lavorato come attore con registi quali Luca Ronconi, Theodoros Terzopoulos e Jerzy Stuhr, per poi dedicarsi prevalentemente alla regia e alla scrittura. Ha firmato adattamenti, drammaturgie originali e spettacoli prodotti da teatri e istituzioni nazionali, tra cui il Teatro Stabile di Genova, il Centro Teatrale Bresciano e la Fondazione Atlantide – Teatro Stabile di Verona. Il suo lavoro attraversa con frequenza temi storici, politici e sociali: le migrazioni con Exodos, la Shoah con Mnemosine, la guerra curdo-turca con Enio, oltre a progetti dedicati all’ambiente, alla disabilità e alla formazione. Parallelamente conduce laboratori di scrittura, teatro e arti performative e sviluppa progetti in cui la ricerca documentaria confluisce nella costruzione narrativa.