Lunedì 8 Settembre, Chiostro di San Francesco, ore 21,00
NON SEPPELLITEMI VIVA (prima regionale)
Reading dedicato a Marina Cvetaeva
di Vico Faggi
con Raffaella Azim
Produzione Lunaria Teatro
La poetessa russa del primo Novecento trascorse a Nervi solo pochi mesi, tuttavia sufficienti ad innamorarsi del suo mare e della sua luce. Il legame di Cvetaeva con Nervi rivivrà attraverso Raffaella Azim. Nata l’8 ottobre del 1892, Marina Cvetaeva è la poetessa russa che d’amore riempì la sua vita e i suoi versi. È proprio intorno all’Amore che è ruotata la sua vita e la sua poesia. Amore e dolore, dato che la sua esistenza è stata contrassegnata anche da tanta sofferenza. La sanguinosa rivoluzione russa era alle porte e suo marito Serjej Efron, amatissimo da lei, nonostante i vari tradimenti da parte della poetessa, era arruolato nell’Armata Bianca e per questo motivo i due rimasero separati dal 1917 al 1922. All’età di soli 25 anni si ritrovò solo con le due figliolette in una Mosca in preda a una carestia mai vista in precedenza. Durante l’inverno 1919-20 si trovò costretta a lasciare la figlia più piccola, Irina, in un orfanotrofio, e la bambina vi morì nel febbraio per denutrizione.
Nel 1972-73 Raffaella Azim frequenta la scuola del Piccolo Teatro di Milano. Debutta al Salone Pier Lombardo di Milano dove lavora assiduamente fino al 1976 (nel 1974-75 Macbetto di G. Testori accanto a F. Parenti, regia di A.R. Shammah e poi La Betia di Ruzante e nel 1975-76 Il misantropo di Molière interpretati e diretti dallo stesso Parenti). Dal 1978 al 1980 lavora frequentemente con G. Sbragia (I demoni da Dostoevskij, La bella addormentata di Rosso di San Secondo, Il Giorno da G. Parini, Le baccanti di Euripide). Nel 1981-82 con Ritorno a casa di H. Pinter e L’uomo, la bestia e la virtù di Pirandello inizia la collaborazione con C. Cecchi, con il quale nel 1993-94 mette in scena Leonce e Lena di G. Buchner e nel 1997-98 La serra di H. Pinter. Ha lavorato inoltre con i registi R. Maiello (Tito Andronico di Shakespeare, 1976), L. Ronconi (Fedra di J. Racine, 1983-84), A. Pugliese (Il mercante di Venezia di Shakespeare, 1984-85), G. Cobelli (Il matrimonio di Figaro di de Beaumarchais, 1985-86), G. Zampieri ( Pericle, principe di Tiro di Shakespeare, 1986-87), A. Trionfo (La città morta e La nave di D’Annunzio, 1987-88), J. Miller (Misura per misura di Shakespeare, 1989-90), Chérif (Improvvisamente l’estate scorsa di T. Williams, 1991-92; Moonlight di H. Pinter, 1994-95), N. Garella (Didone abbandonata di Metastasio, 1992-93), S. Sequi (Macbeth di Shakespeare, 1995-96).

